ENTROPION

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DEFINIZIONE
Per entropion si intende una rotazione interna del margine palpebrale, che comporta il contatto diretto delle ciglia con la cornea e la congiuntiva. 

CLASSIFICAZIONE
L’entropion viene distino in congenito, involutivo, cicatriziale e spastico acuto. 

  • ENTROPION CONGENITO  È raro e può coinvolgere sia la palpebra superiore che quella inferiore. Generalmente consegue ad una disgenesia del tarso (tarso incurvato). 

  • ENTROPION INVOLUTIVO È una forma di entropion correlata all’età ed è la forma più comune. Insorge tipicamente in pazienti anziani, coinvolgendo la palpebra inferiore. Diversi fattori possono contribuire alla sua comparsa: 

    • la lassità orizzontale della palpebra dovuta all’ allungamento dei tendini cantali e alla degenerazione tarsale.

    • l’instabilità verticale della palpebra conseguente alla deiscenza 
      o disinserzione del retrattore palpebrale inferiore che consente al tarso inferiore di muoversi anteriormente e superiormente, facendo ruotare verso l’ interno il margine palpebrale.

    • lo scivolamento della parte pretarsale sulla parte presettale del muscolo orbicolare durante la chiusura delle palpebre. 

  • ENTROPION CICATRIZALE Consegue ad un’ importante cicatrizzazione della congiuntiva palpebrale. Può verificarsi per fenomeni cicatriziali post-chirurgici, post-traumatici, ustioni chimiche, tracoma, S. di Stevens-Johnson, pemfigoide cicatriziale oculare, acne rosacea e meibomite cronica. 

  • ENTROPION SPASTICO ACUTO  Fa seguito ad un significativo blefarospasmo che può accorrere in diversi stati irritativi oculari (blefarite, allergia, chirurgia della cataratta, chirurgia corneale, ecc.). Tale condizione può insorgere a qualsiasi età 
    e può risolversi nell’ arco di alcune settimane.                      


QUADRO CLINICO
Il continuo sfregamento delle ciglia sulla cornea (pseudotrichiasi) nei pazienti con entropion inveterato può causare irritazione, erosione puntata dell’ epitelio corneale 
e, nei casi più gravi, ulcere e panno corneale.

DIAGNOSI
La diagnosi è fondamentalmente clinica. Risulta utile l’esecuzione dello snapback test che consiste nello stiramento della palpebra verso il basso.  Quando quest’ultima viene rilasciata, in condizioni normali, torna rapidamente nella sua posizione di apposizione contro il bulbo; in presenza di entropion, invece, vi è un lento ritorno della palpebra alla sua posizione originale che evidenzia un’ attenuazione tarsale o una lassità del tendine cantale laterale. Risulta utile anche l’ esecuzione del test della distrazione palpebrale che si esegue misurando con un regolo la distanza tra il bulbo e ed il margine palpebrale quando la palpebra viene tirata via anteriormente dal bulbo; una distrazione superiore ai 6 mm dalla cornea risulta anomala. 
La diagnosi differenziale va fatta con l’ epiblefaron, affezione congenita delle palpebre inferiori caratterizzato da una spessa plica orizzontale di cute palpebrale e di orbicolare che scavalca il margine spingendo le ciglia indietro verso la cornea; a differenza dell’ entropion, il tarso ed il margine posteriore rimangono in posizione normale. 

TERAPIA
Il trattamento dell’ entropion può essere medico e chirurgico. Il trattamento medico prevede l’ uso di lubrificanti, l’ applicazione di un cerotto oculare, l’ applicazione di una lente a contatto morbida terapeutica, l’ iniezione di tossina botulinica nel muscolo orbicolare che risulta utile nell’ entropion spastico ma potrebbe a sua volta convertire un entropion involutivo o spastico in un ectropion se è presente una significativa lassità della palpebra inferiore. Il trattamento chirurgico si avvale di numerose tecniche che includono la cauterizzazione, suture di eversione, escissione di cute e muscolo, blefarotomia, incisione o splitting tarsale ed escissione dell’ area incurvata. La complicanza più frequente è rappresentata dalla recidiva.

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