UVEITI IN ETÀ PEDIATRICA

COS’È L’UVEITE? 

Il termine uveite indica una infiammazione dell’uvea, ovvero lo strato vascolare della parete del bulbo oculare. Anche i bambini, sebbene in percentuale minore rispetto agli adulti, possono essere colpiti. Le uveiti pediatriche hanno un’incidenza annuale di circa quattro casi ogni centomila abitanti in Europa, nonostante ci siano delle differenze tra i vari continenti.

 

CAUSE
L’uveite può interessare la parte anteriore, intermedia o posteriore dell’occhio, oppure tutte le sue parti contemporaneamente. Nei bambini, come anche negli adulti, l’uveite anteriore è la più frequente, rappresentando più della metà dei casi.
Le cause di uveite nei bambini possono essere di due tipi: di natura infettiva oppure di natura non infettiva, le quali sono generalmente associate a malattie autoimmunitarie che colpiscono anche altre parti dell’organismo. In una percentuale non trascurabile di casi, una causa ben definita non viene individuata, per cui si parla di uveite idiopatica. 
L’artrite idiopatica giovanile, associata all’uveite anteriore, rappresenta la causa più frequente in assoluto di uveite pediatrica. 
La pars-planite e l’uveite da Toxoplasma, invece, sono le cause più comuni nelle uveiti intermedie 
e posteriori, rispettivamente. 
La papillite bilaterale è la presentazione clinica più frequente della Malattia di Vogt-Koyanagi-Harada, in crescente aumento quale patologia autoimmune sistemica associata a sintomatologia neurologica (cefalea, vertigini, ipoacusia etc …). Meno frequentemente, ma con severa compromissione vasculitica retinica, possono presentarsi quadri insidiosi di Behçet pediatrica. 

SINTOMI
I sintomi dell’uveite nei bambini comprendono annebbiamento o riduzione della vista, visione di macchie nere mobili o fisse nel campo visivo, sensibilità alla luce, dolore e arrossamento oculare. Tuttavia, in molti casi, essa può presentarsi senza alcun sintomo e con l’occhio “completamente bianco”, e quindi passare inosservata. In tale evenienza solo l'oculista, durante un esame accurato dell'occhio, può accorgersi della presenza dell’infiammazione intraoculare.

  

DIAGNOSI
La diagnosi delle uveiti pediatriche può essere particolarmente impegnativa. I bambini possono non lamentare alcun disturbo oppure possono manifestarlo solo dopo che gravi complicanze, quali ad esempio lo strabismo e l’ambliopia, si siano già instaurate. 
Inoltre, i bambini più piccoli possono risultare poco collaboranti nel momento della visita, rendendola difficoltosa e di conseguenza incompleta. Infine, per porre una diagnosi accurata, 
è essenziale essere consapevoli delle molteplici cause che possono essere alla base delle uveiti pediatriche e delle svariate modalità cliniche in cui queste possono presentarsi.
Per questi motivi, è importante far riferimento alla figura dell’immunologo oculare che, con le proprie competenze specifiche e con un attento esame dei segni e sintomi oculari,  può arrivare alla formulazione di una diagnosi, anche avvalendosi di esami strumentali quali l’OCT o la fluorangiografia. 
Tuttavia la collaborazione interdisciplinare con altri specialisti, come pediatri reumatologi, neurologi ed infettivologi, rimane fondamentale, organizzando visite congiunte per evidenziare altre eventuali manifestazioni sistemiche associate all’uveite e concordare la terapia.

 

COMPLICANZE
Nelle uveiti pediatriche le complicanze presentano degli aspetti peculiari. Alcune di esse, come cataratta, glaucoma ed edema maculare cistoide, sono spesso più frequenti e insorgono più precocemente rispetto alla popolazione adulta. Inoltre, possono essere uniche e caratteristiche dell’età infantile, come l’ambliopia e lo strabismo. 

 

TERAPIA
La terapia nelle uveiti pediatriche si prefigge di ridurre rapidamente l’infiammazione, di eradicare l’eventuale agente infettivo scatenante, di prevenire gli eventuali attacchi ricorrenti infiammatori 
e quindi cercare di evitare l’insorgenza delle complicanze. 
La terapia può prevedere l’uso di farmaci antimicrobici, di steroidi (per via topica in collirio, per via intravitreale o per via sistemica) oppure di farmaci immunosoppressori tradizionali, per via orale 
o per via sottocutanea. Dinanzi a forme di uveite aggressive, in cui è necessario ridurre l’infiammazione in modo rapido per preservare la vista, possono essere impiegati farmaci immunosoppressori biologici per via endovenosa o sottocutanea.
La terapia può proseguire per lunghi periodi, pertanto è necessario un attento monitoraggio delle condizioni cliniche oculari e generali del bambino per evidenziare eventuali effetti collaterali dei farmaci.
La chirurgia della cataratta nel bambino affetto da uveite rappresenta una vera sfida. Per evitare di esacerbare lo stato infiammatorio, è molto importante che, prima dell’intervento, l’infiammazione sia stabile e controllata dalla terapia sistemica per almeno 3 mesi. L’intervento deve essere il meno invasivo possibile e deve prevedere l’uso di steroidi topici sia nel suo periodo antecedente che in quello immediatamente successivo. Si ritiene delicata, inoltre, la scelta sul quando impiantare la lente artificiale che sostituisce il cristallino “malato”, se al momento della sua rimozione oppure in un successivo intervento, anche a distanza di anni.  Infine, in fase post-operatoria, inizia un cruciale periodo di riabilitazione visiva in cui la figura dell’ortottista ricopre un ruolo centrale.

In generale, è essenziale porre una diagnosi corretta ed impostare una terapia quanto più adeguata e tempestiva, mediante una collaborazione vincente con gli altri specialisti, per evitare danni visivi irreversibili in occhi nel pieno della propria crescita e sviluppo.